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giovedì, 10 aprile 2008
No, oggi no, mi son finiti i sorrisi, sono solo stanca, ho l’umidità nelle ossa, anche un po’ nel cuore forse, un cuore un po’ da strizzare. Sicuramente. Non so sopravvivere le giornate cupe, non so proprio, non posso, mi offendono, mi privano. Oggi è una di quelle giornate in cui le mezze vie di mezzo perfette ieri diventano insopportabili. Maledette vie di mezzo, oggi vi odio. Oggi o tutto o niente. Tutto possibilmente, tutto di tutto, grazie. Prego, non c’è di che. Qualsiasi cosa parli, faccia rumore, tenti di interagire con me è un sobbalzo di brividi di astio. E non mi va quello che vedo lì dentro, c’è un personaggio fatto di frasi, di atteggiamenti, vedo tutte le armature, ma non penso di poter sciogliere quelle degli altri senza spogliarmi della mia, per questo tengo ogni cosa al suo posto. Quindi piano piano scemiamo e non siamo mai esistiti e non valiamo niente, non ricordiamo niente, perdiamo brividi e sospiri, ci addormentiamo sul fianco opposto senza accorgercene, ci si spengono gli occhi, si raffreddano le mani, i profumi diventano bagnoschiuma e le persone non sono più nell’aria, ma solo corpi con due piedi per terra e una testa sulle spalle?
Balle, un barile pieno di balle, non ci credo, anche se a volte non ti vedo.
Si può sempre parlare del tempo.
Oggi ha piovuto.
Sì, c’ero anch’io.
Non ti sfugge nulla.
È tutto sotto controllo, va tutto bene, non è questo il punto, è solo che non posso fare il passo successivo, non voglio nemmeno farlo e sarebbe invece così naturale.
Domani vorrei avere una finestra aperta da cui stupirmi del sole caldo, invece pioverà, sarà per un altro giorno.
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