on the other side


READING
La forza delle cose - Simone de Beauvoir

ipod
Bright Eyes
Okkervil river




back in the days
oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007


vol
cronache di gennaio
jukebox

remember me
utente Splinder
utente e basta

uau
2+2
dadoknorr
ex-blog
flickr
fotolog
fru
matò
perazzoli
robbiola
scexpir
tahiti
tuli_ilut


-
[layout] Lyla web log
[template] Template x tutti
[hosting] Splinder

Licenza Creative Commons
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
#
*loading*


domenica, 24 febbraio 2008

L’ospizio non è mica un posto per pazzi.  Il posto per i pazzi sono le strade con le righe bianche disegnate per terra e le lucine colorate che dicono cosa fare, triangoli per lasciapassare e direzioni obbligate, i pazzi che guidano i pazzi per strada sono simboli inventati da pazzi tanto folli da poter partorire l’idea che un uomo potesse essere un simbolo e a sua volta da un simbolo a lui differente esser guidato. Se le aree del cervello fossero come cerchi concentrici ci sarebbero linee nette che come frecce li attraversano tutti e li spezzano, nessun modo per rimetterli insieme, i cerchi concentrici, una volta spezzati, perdono la loro fittizia perfezione ordinata. Se le note fossero acqua spremuta di sentimenti avrei davvero la testa annacquata e avrei in bocca il sapore salato di lacrime non piante. Una sagoma sarebbe tratteggiata, a forza scolorita, toglierei gli occhiali e l’annegherei nella miopia, lasciarsi sempre è lasciarsi mai o forse esiste davvero un’ultima volta. Dopotutto c’è quel modo di dire “c’è sempre una prima volta”, ci sarà quindi sempre anche l’ultima, ma la sicurezza di che volta sia come può averla una sagoma? La sagoma dal mio lato è sbiadita, ma ha un lato sonoro e armonioso e brillante di luce adorabile, questo lo so. Il mio è solo un punto di vista, io sono solo il punto di vista da cui avrei voluto vedere le cose, guardo il percorso da fuori e vedo che poi non è così come l’avevo immaginato, il percorso è pieno di deviazioni, soste, forse è parallelo. Che magia ci vuole per chiudere il vaso di pandora senza permettere alla speranza di restarci dentro? Perché anche se la voglio sul mio polso sinistro…
mi sto contraddicendo e già tornando ai cerchi, spezzati, il mio cerchio si spezza sulla speranza e ricomincia sul desiderio di luce.


s0fia | 21:15 | commenti | link


giovedì, 21 febbraio 2008

Ho troppi verbi al passato in testa per essere sicura che sia davvero quello che era. Torno, dopo tre giorni e mi sento a casa, ma una casa che brucia, che mi logora, che mi fagocita, mi rovina, rovina il mio sorriso, mi capovolge il cuore, mi confonde la mente, mi inciampa i passi. Fosse davvero solo questione di autostima, devo trovare un modo di aggiustarmi la testa o non farò alcun passo, né avanti né indietro, eppure non sono immobile, no, corro avanti e indietro, alla cieca, sempre negli stessi cinque passi che circolarmente ritornano su sé stessi. Il problema torna sempre quello, non è nello studio, nei libri, nella paura, è nell’approccio. Pensiero punitivo che si aggiunge all’inadeguatezza, vorrei la mia inquietudine senza il negativo, vorrei avere qualcosa da dare, da dire, il coraggio di fallire e quello di vincere. E se qualcuno vede qualcosa di buono in me vorrei crederci, ma non posso. Finchè il benedetto interruttore non scatterà, resterò sempre con l’unica certezza della mia mediocrità. Vorrei sapermi perdonare, vorrei vedere la svolta, non aggiungere strada tra me e la fine del sentiero, rendendo il mio percorso un inutile inseguimento di irraggiungibili infiniti. Posso salvarmi solo io e sono pressoché l’unica qui che ha tutta l’aria di non averne nessuna voglia.
Nel complesso comunque bene, davvero, niente ironia.


s0fia | 20:14 | commenti (4) | link


venerdì, 08 febbraio 2008
|

Holly: Credi che io ti appartenga?
Paul: Esattamente, proprio cosi.
Holly: Lo so, lo credono sempre tutti, ma il guaio è che tutti si sbagliano.

s0fia | 23:50 | commenti (3) | link



Mettere gli stivali e farli andare. Correre per non arrivare. Amare il rogo. Amare il suo bruciare. Sopra il palco illuminato. O nel deserto. Mettersi a cantare.

dormo sempre troppo, anche se le ore dormite si contano sulle dita di una mano, che poi, forse, meglio così. avrei da dire, da camminare, ma poi, forse, meglio così.
ultimamente:
ho visto il Cyrano alla scala (piangendo senza ritegno)
meno due settimane  a londra (?, qualora trovassi il denaro necessario, ovvio)
maggio a parigi, già
ho comprato un album
per l'esattezza ho comprato il nuovo album dei baustelle(non s'era capito)
meglio, ho comprato un album di quelli di cartone che piacciono a me
ma comunque è un evento
mi piacerebbe sapere quando diamine abbiano intenzione di far uscire i biglietti del concerto, comunque.
counicazione di servizio terminata


s0fia | 09:21 | commenti | link


sabato, 02 febbraio 2008

faceva freddo in quella casa
mi ripetevi: sai che d'Inverno si vive bene come di
Primavera! Sì sì proprio così.

Le filosofie davvero cercano la verità?una verità donna che non si fa cercare. Non è forse un altro modo per dichiarare, senza sentirsi folli e senza farsi sentire, una passione smodata per il moto perpetuo all’inseguimento di un enigma che si sa, a priori, irrisolvibile? Non è forse questo che condanna il filosofo al perpetuo inseguimento, per nulla sterile, ma “infinitamente” irrisolvibile? Non è forse una certezza confortante sapere che non c’è soluzione?anche se la consapevolezza rimane latente  a livello inconscio, tuttavia c’è.
Non c’è ”anima” senza corpo e senza sensi, abitavo, tuttavia, un tempo, per qualche tempo, poi sono fuggita, una carcassa inscindibile apaticamente anestetizzata, a un occhio attento e vivo sarebbe apparsa come la camera sterile pronta per accogliere un condannato a morte. Bacio mille volte l’ago infetto che ne ha spezzato il biancore e l’equilibrio, nitore gelido, odore di sterile morte, morte senza odore, senza corpo, senza nemmeno stupore, l’ombra di un sussulto. Lo bacerei, dico, se lo conoscessi, ma non mi interessa, è irrilevante il chi, il cosa, il perché, ciò che importa è che sia stato.  


s0fia | 00:06 | commenti (4) | link