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mercoledì, 30 gennaio 2008


1. The Cribs - Men's needs

2. Maximo Park - The Unshockable

3. Franz Ferdinand - All for you, Sophia

4. Arctic Monkeys - Fluorescent adolescent

5. Mando Diao - Tony Zoulias ( Lustful life )

6. Sondre Lerche - She's fantastic

7. The Killers feat. Lou Reed - Tranquilize

8. Black Rebel Motorcycle Club - Berlin

9. Bloc Party - Helicopter

10. Editors - Bones


11. Jim Sturgess - I've just seen a face (Across the universe soundtrack)


12. Statuto - Bella come sei (youtube qui ci delude)

13. Klaxons - Golden skans


14. Franz Ferdinand - Lindsey Wells


15. Jens Lekman - Friday night at the drive in bingo

16. Bob Dylan - She belongs to me


17. Simone White - The beep beep song

s0fia | 18:56 | commenti | link


domenica, 27 gennaio 2008

ROXANE, debout près de lui
Chacun de nous a sa blessure : j’ai la mienne.
Toujours vive, elle est là, cette blessure ancienne,
Elle met la main sur sa poitrine.
Elle est là, sous la lettre au papier jaunissant
Où l’on peut voir encor des larmes et du sang !
Le crépuscule commence à venir.


samedi, vingt-six, une heure avant dîné,
Monsieur de Bergerac est mort assassiné
(?)
s0fia | 23:51 | commenti | link



DE GUICHE, nonchalamment assis dans un fauteuil que Ragueneau a vite apporté
Un poète est un luxe, aujourd’hui, qu’on se donne.
– – Voulez-vous être à moi ?

CYRANO
                                 Non, Monsieur, à personne.

Studio Nietzsche e la tastiera wireless mi permette di scrivere dall’altra parte della stanza,dando le spalle allo schermo, spero che questo liberi il pensiero e lo sciolga dal caldo legaccio che le parole avvolgono attorno alle mie dita, mi preparo a leggere “Una biografia intellettuale” di Lou Andreas-Salomè. Ho in mente una delle poche conversazioni degne di nota che ricordo della fine del 2006, col sole e i miei capelli lunghi, un’ora breve di risveglio per quella che chiamerò anima assopita, anche se anima è una parola assolutamente inutilizzabile in un contesto umano che esuli dalla cultura cattolica. Il testo necessiterà indubbiamente, una volta completato, di svariate correzioni, ma prometto, e cercherò di mantenere questa mia promessa, che saranno solo correzioni grammaticali morfo-sintattiche, in modo che non ne sia intaccato il libero scorrere del pensiero, la materia, ma ne sia solamente salvaguardata la chiarezza del periodare.

Non mi è possibile, ora, né forse lo sarà mai, accettare la realtà, sebbene io sia del tutto consapevole dell’inutilità di un essere umano di fronte all’eternità. La prima cosa che mi viene da pensare è che sia l’eternità a non esitere, non il dolore. L’essere umano, in quanto tale, “crea”, a soddisfazione di una sua tensione a innalzarsi, alla sua necessità di riconoscere che oltre a ciò che è terreno esiste altro, che sia l’eternità, il divino, un’ideale estetico o morale, tutto questo esiste solo ed esclusivamente in relazione all’uomo ed è per questo legato inscindibilmente all’umano destino di mortalità. L’eternità non può sopravvivere all’uomo, nulla può sopravvivere all’umanità. Nemmeno la gloria dei poeti può essere eterna: dal momento in cui gli uomini cesseranno di ricordarli, forse l’umanità non sopravviverà alla terra e la terra non sopravviverà all’intero universo, ma questo, all’interno della riflessione dell’Io non può essere rilevante, dal momento in cui nessuno può sapere che fine farà il mondo e che l’essere umano non può oggettivamente comprendere il concetto di eternità che pure ha creato, nulla è eterno anche se sopravvive all’uomo. L’eternità è in fondo un’aspirazione, una categoria, chiamiamola come meglio ci pare, a cui ognuno, consciamente o meno, tende, ma che non può essere raggiunta, non esistendo. Creare dei valori che diano un senso alla propria vita è assolutamente umano, il vizio più umano di cui io abbia sentito parlare. Assumere l’eternità come ideale non è meno umano e vile che creare una divinità che soddisfi le nostre necessità. Non è forse viltà proiettare un giudizio universale nell’al di là?invece che preoccuparsi di un giudizio in vita. È così che penso, che tutto sia dovuto alle relazioni che intrecciamo con ciò che ci circonda, la famosa percezione. È per questo che, ogni nostra azione, seppure nella consapevolezza della sua inutilità, dovrebbe essere permeata dalla forza vitale, non svuotata dalla consapevolezza stessa che sarà inutile e inesistente in un entità altra e astratta che in fondo è creata dalla società e dalla cultura umana, ma che sia valorizzata e scaturita proprio dall’umanità del nostro essere, proprio in relazione a noi, in relazione a come percepiamo l’azione, non esiste bene e male, esistono due diversi modi di percepire una realtà, che sia secondo la morale, secondo il proprio tornaconto, ogni essere umano ha il suo sistema di valori e deve essere fedele a sé stesso, perché l’unico male universale è lo svuotarsi nelle costrizioni, nel non-pensiero, nell’inerzia dello spirito e soffocare l’essere in favore di una più semplice sopravvivenza. Semplicità per altro fittizia e irragionevole, priva di alti e bassi, apatica e controllata, soffocante e aberrante. È necessario che l’uomo viva ogni secondo, sì, pare la vecchia filosofia del carpe diem, se nulla riecheggia davvero in un’eternità mortale, perché non abbandonarsi alla percezione?
Il pensiero è confuso, mal espresso, ma non sono mai stata tanto prolifica nella scrittura, da lungo tempo, tutto questo risveglio ringrazio ogni giorno. Ho ancora posizioni da riconquistare, ma le percezioni ritengo siano tutte al loro posto, non importa che siano eccessive o incomprensibili agli altri, posseggo una mia personale consapevolezza e un mio personale sistema di valori, un’altrettanto personale filosofia della parola, che, se tuttavia mai potrà raggiungere la velocità reale, effettiva, del pensiero, certamente sarà sempre ciò che di più vicino esiste alla trasposizione, alla comunicazione di questo. Imparerò a scrivere più veloce, se necessario, senza fermarmi, imparerò il flusso di coscienza e cercherò un modo per superarlo.
Ogni giorno nulla è come prima e nulla cambia, ogni giorno sono un essere diverso e dalla mia bassa cultura di profana della filosofia posso permettermi di delirare senza vincoli, di fare miei, modellandoli, concetti non miei. E qui trovo la potenza della letteratura, che racchiude tutto lo scibile umano ed è ciò che più si avvicina a quell’astrazione che è l’eternità.


s0fia | 14:59 | commenti | link


venerdì, 25 gennaio 2008

No language, just sound, that's all we need know, to synchronise

ritengo di avere circa tre versioni diverse di ogni canzone marchiata joydivision, non sarebbe un problema, senz'altro non lo sarebbe, se non fosse che adesso ho in mente la maledetta carrucola ogni volta che sento la sua voce. ascoltare charlie fa surf mi provoca uno scompenso del tipo "no ma dai ma no(senza virgole) non è possibile, questi copiano i baustelle, ah no sono loro e questa è la guerra è finita 2, ma più scialba" e prego immensamente che non sia tutto così l'album, che non sia un testo sempliciotto con ritornello allegro andante per fare presa, prego immensamente che bianconi non deluda.
ancora il post intimista me lo tengo dentro
s0fia | 20:54 | commenti | link


giovedì, 24 gennaio 2008

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.

Basta uccidere la democrazia, basta, basta battibecchi, basta dispetti, basta illegalità ai più alti vertici, basta balletti inutili. Dov’è che il popolo è sovrano? Dov’è il serio impegno? Dov’è la libertà? E’ annegata nell’ignoranza, ve lo faccio ingoiare il telecomando, dov’è la coscienza critica degli italiani?siamo davvero un popolo che può essere solo governato passivamente e che ha bisogno di pagliacci che intreccino i fili delle loro vite?perchè sono vite, non solo soldi, case, terreni, limiti e leggi, sono persone e vite in quelle mani. E’ una responsabilità di cui non si dovrebbe caricare chi non è capace, realisticamente, di abbandonare i particolarismi, il battibecco futile invece del confronto, del dialogo costruttivo. il dialogo, presente?un’opinione, due opinioni, miliardi di opinioni, si scambiano, si valutano, si soppesano, ci si riflette su, anche se vengono dalla parte opposta, sì, leggi rifletti e ribatti, ti informi, prima, poi, crei una tua opinione e accetti critiche se ce ne sono e cerchi di giungere un accordo che possa portare al BENESSERE di tutti. E’ un continuo declino e un continuo impoverimento, e nulla potrà mai cambiare se non si ricostruisce dalle fondamenta, perché non c’è bisogno di un capro espiatorio, bisogna rendersi conto che è tutto marcio e quando l’infezione da’ setticemia non c’è più nulla da fare, non è un governo che cade, un papa che fa politica, montagne interminabili di spazzatura che inondano una regione, è questione di democrazia e la democrazia è un bene prezioso che trattiamo come fosse scontato e come se davvero esistesse nel nostro paese.

avevo in mente un post intimista con relativo sottofondo musicale condito di velate critiche sempre musicali, ma amen.
s0fia | 22:38 | commenti | link


giovedì, 17 gennaio 2008

mi dev'essere rimasto qualcuno nella coda dell'occhio.
ho in testa un rock pulito come non se ne sentiva da tempo, quello che ti fa muovere la gamba destra alla fermata, c'era de andrè sulla 50, avrebbe potuto voltarsi e smentirmi, ma non s'è voltato, quindi c'era. c'è da imparare a non aspettarsi niente, dalle persone, nel male e nel bene, semplicemente non aspettarsi niente in modo da stupirsi meno del bene, del male allo stesso modo, perchè del male ci si stupisce sempre quanto più si può.
ho un appuntamento con me stessa settimana prossima e riscopro quanto i punti di vista e la percezione soggettiva contino, riscopro che non esiste solo l'umidità, ma che col sole torno alla luce anch'io. imparo di nuovo a tornare a casa e non indietro, giro a testa bassa finchè so che devo, poi la alzo e sorrido.
c'era de andrè anche nelle orecchie, gli ho chiesto se sogno troppo forte poi mi esce il sangue dal naso?, mi ha sicuramente risposto che ci vuole un ordine discreto dentro al cuore.
ma non ho capito ancora per cosa.
s0fia | 20:20 | commenti (3) | link


martedì, 15 gennaio 2008

ochei è tardi, dovrei dormire già da un po', poi si arrabbiano perchè san tutti che potresti fare tanto e non dai un cazzo di esami.
e saran sì e no le due e ho passato la serata a fare la cosa più stupida e improduttiva, se non vagamente squallida, masochista direi che s'è fatto di peggio, degli ultimi due anni e passa.
ma stupida eh
che quasi quasi instauro un dibattito con me stessa su quant'è stupida
o magari vado a letto che così domani bevo meno caffè, mangiò di più o almeno mi sento meno brutta e malvestita.
beh avevo scritto un post l'altro giorno, era più sensato, più carino, piuttosto politically correct e direi diplomatico, nel turbinio di emozioni, non derivate dal post, magari fossero i post, beh s'è cancellato.
sì dice che è bene quel che finisce bene
basta che finisca
s0fia | 00:55 | commenti (2) | link


sabato, 05 gennaio 2008

You're coming with me
Through the aging, the fearing, the strife

non voglio dilungarmi,
non voglio dilungarmi, voglio tenere i passi per me, saperli solo io, mia la neve che rimbalza sul naso e si incastra nelle ciglia e mi ghiaccia il viso, mie le orme nere come macchie d'inchiostro sulla neve-vela-foglio bianco, i sorrisi che non nascondo. tanti, tanti passi uno dietro l'altro, anche senza parole, si sa che non sono poi così utili. forse, la cosa che stupisce di più è che è davvero senza tempo, non è un brivido di un ricordo, è oggi, anche ieri e anche domani, ma si rinnova, in continuazione e non è davvero questione di ricordarsi o dimenticare, è questione di sentire.
s0fia | 00:04 | commenti (3) | link